Trascorrere del tempo chiacchierando con assistenti IA come ChatGPT, Google Gemini, Microsoft Copilot o sistemi simili può essere più di un’abitudine tecnologica. È stato pubblicato un nuovo studio Rete JAMA aperta Ciò suggerisce che le persone che utilizzano chatbot basati sull’intelligenza artificiale ogni giorno hanno maggiori probabilità di riportare sintomi depressivi moderati rispetto a coloro che interagiscono con loro meno frequentemente. I ricercatori hanno scoperto che le probabilità di sviluppare almeno una depressione moderata erano più alte di circa il 30% tra i consumatori abituali; Tuttavia, stanno attenti a sottolineare che questa connessione è un’associazione, non una prova che l’uso dei chatbot causi depressione.

Questo risultato proviene da un sondaggio nazionale condotto nel 2025 su quasi 21.000 adulti statunitensi; I partecipanti hanno dettagliato la frequenza con cui hanno interagito con gli strumenti di intelligenza artificiale generativa e hanno compilato sondaggi standard sulla salute mentale. Circa il 10% di questo gruppo ha affermato di utilizzare l’intelligenza artificiale ogni giorno e il 5% ha affermato di interagire con i chatbot più volte al giorno. Questi consumatori giornalieri hanno mostrato tassi più elevati di sintomi depressivi e altri effetti emotivi negativi come ansia e irritabilità.

Cosa mostra effettivamente la ricerca?

Per essere chiari, i ricercatori dietro lo studio evidenziano una sfumatura importante: i risultati non dimostrano che l’uso dei chatbot con intelligenza artificiale causi depressione. Tuttavia, è anche possibile che le persone che già avvertono sintomi depressivi o di solitudine abbiano maggiori probabilità di parlare frequentemente con l’intelligenza artificiale, piuttosto che innescare conversazioni. Alcune analisi implicavano anche che gli adulti di mezza età (45-64 anni) mostrassero associazioni particolarmente forti, ma le ragioni di ciò rimanevano poco chiare.

Ciò non significa che i chatbot basati sull’intelligenza artificiale siano privi di potenziali vantaggi. In contesti terapeutici specializzati, come i sistemi basati sulla CBT o guidati clinicamente, alcune evidenze mostrano una riduzione dei sintomi depressivi e della solitudine quando progettati con precauzioni e confini chiari. Ma l’uso occasionale per la compagnia o il supporto quotidiano sembra essere una storia diversa. Gli esperti di salute mentale avvertono che fare eccessivo affidamento sulle interazioni dell’intelligenza artificiale può rendere più difficile affrontare i problemi di fondo con il supporto umano.

Per ora, la nuova ricerca evidenzia una relazione che vale la pena comprendere meglio poiché gli strumenti di intelligenza artificiale si intrecciano sempre più con la vita quotidiana. Se le frequenti chiacchiere dell’intelligenza artificiale riflettono una strategia per affrontare il disagio emotivo, un fattore che contribuisce al ritiro sociale o qualcosa di più complesso, gli esperti affermano che le persone devono essere consapevoli del motivo per cui si rivolgono alle voci artificiali. È importante non esitare a cercare connessione umana e supporto professionale quando necessario.


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