Mentre l’intelligenza artificiale inizia a rimodellare il modo in cui le persone guardano le informazioni, DeepSeek sembra destinato ad andare oltre la chat e a dedicarsi alla ricerca. Numerose offerte di lavoro di questo mese mostrano che la startup cinese sta sviluppando la ricerca AI DeepSeek, un prodotto che si rivolge a query multilingue e nuovi tipi di input. Lo riferisce Bloomberg.

Il lavoro descritto negli annunci punta a un motore multimodale in grado di ricevere testo, immagini e suoni. Ciò si presta direttamente alla ricerca telefonica, in cui lo screenshot, la foto o il clip audio sono spesso la query effettiva.

Gli annunci di lavoro spiegano la struttura

I ruoli richiedono che gli esperti creino un motore di ricerca AI che supporti diverse lingue e possa elaborare più del semplice testo digitato. Ciò suggerisce che DeepSeek desidera risultati che sembrino più vicini alla risposta piuttosto che a un elenco di collegamenti, soprattutto quando l’input è complesso.

Gli stessi elenchi evidenziano anche l’infrastruttura che rende affidabile la ricerca sull’intelligenza artificiale, i dati di formazione, i sistemi di valutazione e le piattaforme progettate per supportare il lavoro. Questo è il lato meno appariscente del prodotto, ma è la parte che decide se uno strumento di ricerca AI è utile o completamente sbagliato. Questo è un segnale pratico che DeepSeek si sta spostando dal diritto di vantarsi del modello all’uso quotidiano.

Il tempismo aggiunge peso. DeepSeek ha scosso il settore dell’intelligenza artificiale lo scorso gennaio con il suo modello R1, che rivaleggia con le principali opzioni statunitensi e si dice che costi molto meno da costruire. Da allora, gli osservatori del settore stanno aspettando il passo successivo.

Perché questo è importante per Google?

Google ha ancora l’abitudine di ricerca predefinita, ma l’intelligenza artificiale sta consumando l’esperienza a cui le persone tengono di più e ottenendo rapidamente qualcosa di utile. Un partecipante multilingue e multimodale può sfidare Google, laddove viene messa in discussione la ricerca classica, interpretando immagini e suoni invece di forzare tutto in parole chiave.

Il reclutamento di DeepSeek punta anche agli agenti, che sono strumenti destinati a essere utilizzati con una supervisione umana limitata. L’azienda sta reclutando personale per i dati sulla formazione degli agenti, la valutazione e le piattaforme personalizzate, e segnala anche l’aspettativa che molti agenti siano persistenti. Quando metti insieme questi pezzi ottieni un campo di gioco più ampio, la ricerca trova informazioni, i rappresentanti agiscono su di esse e il prodotto inizia ad assomigliare più a un assistente che a una pagina di ricerca.

Cosa guardare dopo?

La questione più grande è la distribuzione. I post non specificano se la ricerca AI di DeepSeek sarà un obiettivo autonomo, un’API per sviluppatori o una funzionalità all’interno di un servizio esistente e tale scelta determinerà chi la utilizzerà per primo.

Ci sono alcuni suggerimenti da seguire. DeepSeek ha pubblicato un documento alla fine di dicembre in cui delinea un approccio più efficiente allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e ha recentemente fatto riferimento al “modello 1” sul suo account pubblico GitHub. Se DeepSeek andasse avanti con un’anteprima della ricerca pubblica o implementasse funzionalità di agenti persistenti che le persone potessero provare, sarebbe il segno più chiaro che l’azienda vuole prendere una vera fetta del territorio di Google.


Link alla fonte: www.digitaltrends.com