Partiamo da un dato di fatto: Alfa Romeo sta riposizionando la propria gamma di SUV, e lo sta facendo su due fronti ben distinti. Da un lato, punta sulla città con la giovanissima Junior; dall’altro, rafforza la propria presenza nel segmento di fascia alta con una Tonale che, per l’anno modello 2026, si appresta a fare scalpore approfittando delle sfortune altrui.

Prendiamo la Junior. Con i suoi 417 centimetri, è la porta d’accesso al mondo Alfa, un crossover compatto con l’arroganza visiva di chi non vuole certo passare inosservato. Il frontale rompe con il passato più recente del marchio: i fari a forma di C, che possono includere opzionalmente una matrice a LED, affiancano uno scudo disponibile in due versioni. È possibile averlo con il logo del Biscione inciso o in una raffinata variante “vintage” con griglia metallica e scritte in stile anni ’40. Offerta a partire da 30.750 €, vanta fianchi sinuosi e parafanghi splendidamente bombati in grado di accogliere cerchi fino a 20 pollici, almeno se si sceglie la versione sportiva Veloce. Nella parte posteriore, il lunotto fortemente inclinato e i fanali arcuati molto sottili le conferiscono un notevole slancio.

Entrando nell’abitacolo di questa piccola auto, si trova spazio a sufficienza per quattro adulti, anche se un quinto passeggero può accomodarsi al massimo, stretto tra un divanetto stretto e l’ingombrante console centrale. Il cruscotto è una splendida rivisitazione dei tratti distintivi del marchio, dominato dal classico quadro strumenti “binoculare” che incornicia un display da 10,25 pollici. Lo schermo dell’infotainment ha la stessa diagonale, forse posizionato un po’ troppo in basso, ma compensa con una grafica chiara e intuitiva. Le bocchette di ventilazione circolari e illuminate sono un tocco di classe assoluta. È un peccato, tuttavia, per alcune lacune nelle finiture: la plastica dura sui pannelli delle portiere e la mancanza di maniglie di sostegno nel tetto e di bocchette per i passeggeri posteriori danno un’impressione di un po’ di approssimazione. È un peccato dover pagare un extra per un pad di ricarica wireless in un’auto di questo calibro.

Sotto il cofano, la Junior attinge ampiamente dalla gamma di motori Stellantis, ma con una calibrazione unica. La versione da prendere in considerazione è la Speciale mild hybrid a trazione anteriore: il motore turbo a tre cilindri da 1,2 litri abbinato al cambio robotizzato eDCT6 rende l’auto scattante e vivace in accelerazione, tenendo sotto controllo i consumi. Naturalmente, se vivete in montagna, c’è sempre la Q4 con il motore elettrico posteriore aggiuntivo, ma il prezzo è significativamente più alto.

Ma se la Junior è l’ariete per i centri urbani, la Tonale è quella che deve davvero darsi battaglia nei segmenti più alti. Ed è qui che le cose si fanno davvero interessanti. Il crossover del segmento C ha appena ricevuto un assist d’oro oltreoceano: il suo cugino americano, la Dodge Hornet, è stato messo da parte a causa dei dazi all’importazione. Dato che sono costruiti nello stesso stabilimento e condividono gli stessi grattacapi logistici, Alfa Romeo ha deciso di spingere al massimo, offrendo alla Tonale 2026 la possibilità di accaparrarsi tutti quei guidatori rimasti con il portafoglio in mano a piangere la scomparsa della Dodge.

La Tonale aggiornata si fa notare più per le sue eliminazioni che per le sue aggiunte: il motore ibrido plug-in scompare dal radar americano, lasciando campo libero al quattro cilindri turbo da 2,0 litri. E qui, noi europei siamo quasi pronti a mangiarci il fegato. Mentre la Tonale in Europa deve accontentarsi di motori più tranquilli, questa versione da 2000 cc eroga 268 CV e quasi 400 Nm di coppia (295 lb-ft per la precisione). Le prestazioni in pista parlano da sole: da 0 a 100 km/h (da 0 a 60 mph) in 5,6 secondi netti e il quarto di miglio in 14,3 secondi. La trasmissione rimane il collaudato automatico a nove rapporti, con trazione integrale di serie.

Dal punto di vista estetico, le modifiche sono state apportate con il misurino. Il paraurti anteriore è stato rinnovato grazie a una parte inferiore più ampia e a due nuove “narici” ai lati della griglia, che gli conferiscono un aspetto più solido, riducendo leggermente gli sbalzi e la lunghezza complessiva. Fanno la loro comparsa nuovi cerchi e nuove colorazioni (rosso, giallo e verde scuro), mentre la carreggiata è stata allargata di quasi un centimetro. Curiosamente, ciò non si è tradotto in un aumento dell’aderenza laterale, che nei test è diminuita solo in modo impercettibile rispetto al modello precedente.

Anche i listini prezzi sono stati riorganizzati. La versione base Sprint ha già tutto ciò che serve, dai sedili riscaldati ai generosi doppi schermi. Passando alla Veloce si ottengono pelle, pinze Brembo rosse, splendidi comandi al volante in alluminio e, soprattutto, ammortizzatori adattivi. La svolta logica arriva con l’allestimento top di gamma Sport Speciale: costa esattamente quanto la Veloce, riempie l’abitacolo di lussuoso Alcantara e sfoggia enormi cerchi da 20 pollici, ma elimina le sospensioni adattive di serie. Un bivio filosofico in cui Alfa ti chiede di scegliere tra pura dinamica o un salotto di lusso, anche se, fortunatamente, per pochi dollari puoi sempre farti rimontare le sospensioni intelligenti.

Spingerle al limite nelle strette curve del circuito di prova di Balocco, su un asfalto che riproduce le strade secondarie più dissestate senza il timore di imbattersi nei Carabinieri dietro l’angolo, ti ricorda il vero scopo di queste auto. Potranno anche mancare del lusso sfarzoso di alcune delle loro concorrenti in qualche dettaglio, ma quando le si spinge in curva, dal tre cilindri della piccola Junior al furioso 2.0 litri della Tonale, rimangono roadster purosangue capaci di regalare ancora tanto divertimento.

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