Ogni giorno, entrando ed uscendo dalle scuole, soprattutto quelle private, si ripete la stessa scena di caos urbano. Le auto si fermano in doppie o triple file, gli automobilisti occupano intere corsie, i bambini si spostano a lato del traffico e i genitori suonano con impazienza il clacson. Tutto questo per risparmiare un paio di minuti di cammino o per far sì che il bambino si avvicini il più possibile al cancello.
Quella che sembra solo una violazione del codice stradale quotidiana e “un po’ di intelligenza” è in realtà una lezione pratica di cittadinanza. La lezione che insegniamo ai nostri figli è devastante: il loro comfort individuale viene prima delle regole e del benessere collettivo.
Scendendo in mezzo alla strada, ignorando le strisce pedonali e sconvolgendo la vita di centinaia di altre persone, l’adulto trasmette al bambino un pericoloso messaggio di esclusività. Il figlio cresce rendendosi conto che è troppo speciale per camminare in un unico edificio, che le regole sono state stabilite per gli altri e che lo spazio pubblico è semplicemente un’estensione del proprio comfort.
Il risultato di questa “allevamento di privilegi” non tarderà ad apparire.
Anni dopo, è lo stesso bambino, ormai adulto, che parcheggia senza rimorsi la sua auto nello spazio destinato agli anziani o alle persone con disabilità. Sono quelli che si fermano alla stazione di rifornimento “solo per un minuto”, quelli che saltano la fila, quelli che gettano la spazzatura dal finestrino dell’auto e quelli che reagiscono in modo aggressivo quando vengono sfidati. È l’immagine di una società che è diventata sempre più individualista, impersonale e priva di senso di comunità. Il discorso genitoriale tende a richiedere un’istruzione eccellente da parte delle scuole, che incorpori valori morali e civici. Tuttavia, si è dimenticato l’essenziale: l’insegnamento attraverso l’esempio inizia dal posto di guida.
Il gesto di parcheggiare un po’ più lontano, di tenere per mano il proprio bambino, di camminare insieme verso la scuola e di attraversare rigorosamente alle strisce pedonali ha un enorme valore pedagogico. Insegna la compassione, il rispetto delle leggi, la pazienza e l’idea di base che viviamo nella società. Ci insegna che il mondo non gira intorno al nostro ombelico.
Se vogliamo adulti coscienti e morali, capaci di vivere nella società del futuro, dobbiamo cominciare correggendo i nostri atteggiamenti nel presente. Il traffico extrascolastico non è solo una questione di mobilità urbana; È uno specchio del tipo di essere umano che stiamo creando per domani.
@oprofcarlao.
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