Google ha fatto un grande passo avanti nel campo dell’intelligenza artificiale e sta spingendo molti dei suoi servizi per includere Gemini. Chrome non fa eccezione; L’ultima build su iPhone rende questo aspetto dell’intelligenza artificiale ancora più chiaro.

In Chrome per iOS è in fase di test una nuova scorciatoia “Chiedi a Gemini” che fornisce accesso immediato all’assistente AI direttamente dall’interfaccia del browser. Questa funzionalità non è incorporata nei menu; invece, ora è una barra inferiore permanente accanto ad altre opzioni come la nuova scheda e il commutatore di schede.

Cosa significa questo da Chrome su iOS?

Se tocchi il pulsante Gemini, Chrome avvia un pannello AI sovrapposto direttamente sopra la pagina web che stai visualizzando. Quindi si integra perfettamente nel browser invece di aprire una nuova app o scheda. La pagina rimane visibile in background, consentendoti di leggere un articolo, porre domande al riguardo e ottenere riepiloghi o spiegazioni senza interrompere il flusso di navigazione.

Perché Google sta spingendo per una più profonda integrazione di Gemini?

La nuova funzionalità del browser Chrome su iOS non è un esperimento autonomo. Google sta costantemente spingendo Gemini più in profondità in Chrome, posizionandolo come un assistente integrato contestualmente consapevole di ciò che stai guardando. Ciò fornisce un rapido accesso a utili strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Sul desktop, Gemini può già riassumere le pagine, rispondere alle domande in base alle schede aperte e aiutare a completare le attività.

Quindi l’aggiornamento porta la stessa esperienza sugli iPhone. Renderlo così accessibile dimostra anche che Google vuole che l’intelligenza artificiale sia il modo predefinito per interagire con il web. A partire da ora, questa funzionalità è nascosta dietro flag sperimentali e build TestFlight, il che significa che non è ancora ampiamente disponibile. Ma qui l’intenzione dell’azienda è chiara: Gemini non è più solo un componente aggiuntivo, ma qualcosa di integrale.


Link alla fonte: www.digitaltrends.com

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