Dopo una stagione altalenante senza una superstar infortunata, l’USC è comunque riuscita a tornare al torneo NCAA. Ma da qui in poi il percorso non sarà agevole.

Domenica i Trojans hanno timbrato il biglietto per il Big Dance per la quarta stagione consecutiva. Saranno una testa di serie n. 9, affrontando Clemson, testa di serie n. 8, sabato a Columbia, Carolina del Sud.

Mentre i Trojan dovranno viaggiare attraverso il paese per affrontare Clemson, i Tigers saranno a sole due ore dal loro campus.

Una vittoria in quella partita darebbe il via a una rivincita con la testa di serie numero 1 della Carolina del Sud in Columbia, che ha sconfitto facilmente i Trojan quando si sono incontrati a novembre.

La storia non favorirebbe nemmeno i Troiani in quello scontro. Solo due volte negli ultimi 15 anni una testa di serie n. 8 o n. 9 nel torneo femminile è arrivata alla n. 1.

Solo un anno fa, la USC entrava a marzo come una delle favorite per la vittoria del titolo nazionale. Ma poi Juju Watkins si è infortunato al ginocchio nel secondo turno. L’infortunio lo ha costretto a rinunciare per l’intera stagione, gettando una seria svolta nei piani della USC per la stagione 2025-26.

Invece, i Trojan dovranno fare affidamento su un altro giovane talento brillante, Jazzy Davidson, per portarli. E Davidson guiderà i Trojan in punti, rimbalzi, assist, stoppate e palle recuperate. È stato persino nominato Big Ten Freshman of the Year.

L’USC ha iniziato la stagione 10-3, con due di queste sconfitte contro due teste di serie numero 1, Connecticut e South Carolina. Ma il resto della stagione dei Big Ten si sarebbe rivelato un affare deludente. I Trojan hanno perso sei su sette, vincendone sei di fila prima di riprendersi. Hanno concluso la stagione regolare con una serie di quattro sconfitte consecutive dopo essere incappati in un unico risultato nel Big Ten Tournament.

Ma quella curva non è importante quanto quella di domenica. L’USC ha partecipato al torneo NCAA, nonostante abbia lavorato contro ogni previsione.


Link alla fonte: www.latimes.com

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