La legge MK ITE chiude Lawfare

Lunedì 9 febbraio 2026 – 07:43 WIB

VIVA – La Decisione MK 145/PUU-XXIII/2025 del 19 gennaio 2026 ha liberato i giornalisti dalla minaccia di reclusione per il legittimo lavoro giornalistico. Pur non essendo una libertà assoluta, la decisione ha spostato la legge ITE dal diritto penale al diritto civile o al Consiglio della stampa, abbattendo contemporaneamente le armi dello Stato per mettere a tacere i cani da guardia. La legge è ora tornata a proteggere la democrazia, non a uno strumento repressivo.

Per saperne di più:

La nomina di Addis Qadir a giudice legale e costituzionale dell’MK, afferma MKM, non può essere revocata

Criminalizzazione dei giornalisti: solo nel 2025

Ma la lotta non è finita. AJI Indonesia ha registrato 89 casi di violenza contro giornalisti nel 2025, un aumento del 22% rispetto a 73 casi nel 2024. Violenza fisica (30 casi), attacchi digitali (29 casi), terrore o intimidazione (22 casi). La legge sulla stampa n. 40/1999 Articolo 8 che dovrebbe proteggere i giornalisti attraverso il Consiglio della Stampa, ma l’articolo di gomma della legge ITE è diventato la principale arma legale per la polizia più criminale (21 casi), il TNI (6 casi) e la misteriosa “persona sconosciuta” (29 casi).

Per saperne di più:

Adiz Qadir è stato denunciato al MKMK e si è ritenuto che la sua candidatura avesse violato il codice di condotta.

Questa informazione non è solo una statistica della violenza, ma un’introduzione al processo pre-penale che porta all’etichetta di devianza. Nei termini della teoria dell’etichettatura di Becker (1963), l’intimidazione da parte delle autorità o di individui misteriosi crea un’amplificazione della devianza pre-condanna, che mina l’efficacia dei giornalisti come regolatori della criminalità dei colletti bianchi senza la necessità di un procedimento giudiziario formale. Anche la classica teoria della deterrenza ha fallito, poiché la minaccia degli articoli di gomma dell’ITE Act – la principale arma legislativa – ha effettivamente innescato un effetto agghiacciante che ha indebolito la libertà di stampa come frontiera della democrazia.

La tragedia di Rikar Rico

Per saperne di più:

Gli accademici dell’UI raccomandano lo scioglimento di Bawaslu e la revoca dell’autorità della Corte Costituzionale nella gestione delle controversie elettorali.

Il caso di Rico Perfect Pasaribu (Tribrata TV) è la tragica prova della prima tipologia di predazione proposta da Mendelssohn (1947): la “vittima perfettamente innocente”. Rico, insieme alla moglie, al figlio e al nipote di 3 anni, è morto bruciato dopo aver denunciato la casa da gioco illegale agli agenti del TNI a casa sua. Sua figlia, Eva Miliani, ha testimoniato davanti alla Corte Costituzionale il 19 gennaio 2026 di rammaricarsi che il sistema avesse tradito suo padre. “Prego Vostra Maestà, affinché la giustizia non muoia come l’incendio che ha causato la morte della mia famiglia”, ha detto Eva tra le lacrime.

La tragedia di Rico è un’amara continuazione della lotta per la libertà di stampa dell’Indonesia, iniziata con Time v. Suharto (Decisione MA 273/PK/PDT/2008), che ha confermato la versione di “Suharto Inc.” Come giornalismo coraggioso. La versione pubblicata il 24 maggio 1999 rivelò che i beni della famiglia dell’ex secondo presidente valevano 15 miliardi di dollari in 564 società – presumibilmente la più grande rete di corruzione sistemica dell’epoca – innescando la causa civile di RP. 1.000 miliardi per diffamazione, la querela più alta nella storia della stampa nazionale. Dopo 10 anni di dibattimenti dinanzi ai tribunali commerciali, superiori e di cassazione, il 16 aprile 2009 la Corte Suprema ha dato a PK Time una decisione rivoluzionaria secondo cui denunciare la corruzione nell’interesse pubblico non è un atto illegale purché si garantisca il diritto di replica. Questa giurisprudenza ha stabilito dei precedenti per le decisioni di primo sguardo vincolanti per i giudici di tutta l’Indonesia.

Pagina successiva

Soluzioni restaurative per pres

Dichiarazione di non responsabilità: questo articolo è un contributo di un utente VIVA.co.id pubblicato sul canale VStory in base al contenuto generato dall’utente (UGC). Tutti i contenuti e i contenuti scritti sono di esclusiva responsabilità dell’autore o dell’utente.


Link alla fonte: www.viva.co.id

Lascia un commento