Probabilmente ogni regista sente di dover realizzare la propria versione di “Dracula” ad un certo punto – e sicuramente aiuta il fatto che il romanzo di Bram Stoker del 1897 sia di pubblico dominio da decenni, permettendo a chiunque di provarci. Il regista francese tormentato dagli scandali Luc Besson ha ora offerto il famigerato succhiasangue alla sua attuale musa ispiratrice, l’attore Caleb Landry Jones (che ha recitato nel suo film del 2023 “Dogman”).
Il risultato è quello che ti aspetteresti dal pioniere del “cinema du look”, meglio conosciuto per “Leon: The Professional” e la sua opera spaziale di fantascienza “Il quinto elemento”. “Dracula” di Besson è esagerato, con creature altamente stilizzate e oltraggiose, effetti visivi e una trama che lega il Conte Dracula al centenario della Rivoluzione francese. C’è anche, ovviamente, la follia sessuale, ma quell’elemento è sempre stato inserito nella storia di Dracula.
Besson si prende delle libertà personali con il romanzo di Stoker, anche se le ossa rimangono. Intitolato anch’esso “Dracula: A Love Tale”, Besson interpreta Vlad II, principe di Valacchia, e il conte Dracula (Jones), un guerriero innamorato, che insegue la sua amata moglie Elisabetta (Joe Bleu) a Parigi dal 1480 alla fine del XIX secolo. Trova il suo doppelganger nella giovane socialite Mina Murray (anche lei Bleu), un’amica intima della sua sposa vampirica Maria (Matilda De Angelis). Mina è anche fidanzata con Jonathan Harker (Ewens Abid), un avvocato che incontra il Conte nella sua villa rumena per un affare immobiliare. Nel frattempo, un prete (Christoph Waltz) è alle calcagna di Dracul, sperando di distruggerlo e spezzare la maledizione del vampirismo su ogni persona che trasformerà in un vampiro.
Naturalmente conosciamo questa storia: dal libro, da “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola del 1992 e, più recentemente, da “Nosferatu” di Robert Eggers (e molti altri adattamenti). Besson inventa una sottotrama sull’ingresso di Dracula nel mondo del profumo quando crea un profumo inebriante a Firenze usando lavanda francese, testando la pozione su socialite pre-rivoluzionarie con feroci parrucche incipriate di bianco.
La versione di Besson si colloca a metà strada tra la versione splendidamente progettata di Coppola e il festival di spettri sessuali più sobrio di Eggers. Ma Besson aggiunge il suo stile stravagante, incluso un esercito di doccioni in CGI che eseguono gli ordini di Dracula. Ogni volta che il film vira nel territorio generato dal computer, sa di artificio scadente. Quando il film è ambientato entro i confini di interni splendidamente progettati dalla produzione, è molto più avvincente.
Besson riesce sempre a portare i suoi attori sulla stessa lunghezza d’onda, e sia Jones che Blue si abbinano al tono operistico campato del regista nelle loro performance melodrammatiche. Anche DeAngelis e Waltz sono uno spasso insieme, nei panni della sposa vampira sibilante che non riesce a smettere di leccarsi i baffi, nei panni del cacciatore di vampiri assetato di ossa dedito alla sua indagine.
Ma la sceneggiatura di Besson per “Dracula” tende ad essere piena di flashback multipli: il film si apre con un prologo di 15 minuti in cui Vlad si allaccia il suo elmo a ventaglio e marcia in battaglia. Quando Elisabetta viene uccisa, abbandona Dio e si mette alla ricerca del suo amore. Mentre racconta ad Harker la sua storia, abbiamo flashback del Medioevo e del Rinascimento, mentre la sacerdotessa del valzer, la parte più divertente del film, scompare del tutto.
Il film termina con uno scontro quasi in stile “Scarface” in cui il vampiro resiste per l’ultima volta, con la spada in mano, e alla fine Besson stravolge il sacrificio finale del romanzo per essere più in linea con la sua visione di un eroe pazzo d’amore.
Un film dovrebbe essere giudicato da ciò che è fuori dallo schermo piuttosto che da ciò che c’è sopra, ma qui, le accuse di violenza sessuale e cattiva condotta mosse contro Besson (così come il suo matrimonio con un’adolescente incinta all’età di 30 anni) si accordano con il modo in cui posiziona Vlad/Dracul nel suo adattamento. Il personaggio è un mostro decrepito, vecchio di centinaia di anni, che si nutre del sangue di giovani donne – e Besson lo presenta come un martire romantico per amore.
Forse ogni regista dovrebbe realizzare il proprio “Dracula”. Questo è un testo che può essere davvero illuminante.
‘dracula’
Valutato: E, per quanto riguarda la violenza, un po’ di sangue e sesso
Tempo di esecuzione: 2 ore e 9 minuti
giocando: Verrà rilasciato in versione estesa venerdì 6 febbraio
Link alla fonte: www.latimes.com