Origine della parola “ciao” risalente a 600 anni fa

Ciao in tutto il mondo

Mentre la lingua inglese ha optato per “ciao” come saluto comune, altre lingue ne hanno forgiato uno proprio. Alcuni sono stati influenzati dall’inglese, altri si sono sviluppati in modo indipendente, ma ognuno porta con sé un sapore culturale distinto, alludendo alle norme sociali e agli stereotipi che abbiamo sulle persone che lo usano.

Nelle lingue germaniche e scandinave, ad esempio, “hallo” e “hallå” sono foneticamente più difficili e sembrano più efficaci e privi di significato rispetto alla qualità lirica, quasi poetica di “hola” e “olá” preferita dalle lingue romanze associate a stereotipi più effusivi. Altrove, alcuni saluti portano tracce della storia nazionale: dall’olandese “hallo” in afrikaans a “óla” in tetum, un ricordo dell’influenza portoghese a Timor Est. Molte di queste parole sembrano funzionare anche come introduzioni E contrassegno d’identità. Ma, dice il professor Duranti, non è così semplice.

“È difficile passare direttamente dall’uso di un saluto particolare a un carattere nazionale, anche se è allettante”, dice alla BBC. Saluti alternativi o secondari, suggerisce Duranti, possono offrire indizi migliori. “Nella lingua inglese, dato l’uso comune di ‘come stai?’, c’è un evidente interesse per il benessere delle persone.” In alcune società polinesiane, aggiunge, i saluti non riguardano tanto un “ciao” parola per parola quanto il controllare i piani o i movimenti di qualcuno, chiedendo letteralmente “dove stai andando?”. Nel frattempo, il greco usa “Γειά σου” (pronunciato “yah-soo”) come un tipico saluto informale, offrendo un augurio di salute piuttosto che un semplice saluto. Può essere utilizzato anche per gli “addii”.

Serenity Strull/BBC
Il modo in cui ci salutiamo si è evoluto nel corso dei secoli e continua ad adattarsi nell’era digitale (Credito: Serenity Strull/BBC)

Anche altre lingue trasformano i termini astratti in saluti multiuso che servono sia come “ciao” che come “ciao”. “Ciao” deriva dal termine dialettale veneto che significa “al vostro servizio” e il francese “salut” è un termine informale utilizzato sia per il saluto che per l’addio. Allo stesso modo, l’hawaiano “aloha” può esprimere affetto o compassione, e l’ebraico “shalom” pace o integrità. Tuttavia, come avverte Duranti, anche questi esempi evocativi non dovrebbero essere visti come indicatori di carattere nazionale.

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