domenica 1 marzo 2026 – 16:18 WIB

Lunga vita a Teheran – Un’ondata di proteste è scoppiata domenica in diverse città iraniane in seguito all’annuncio ufficiale del governo della morte dell’Ayatollah Ali Khamenei in un attacco militare statunitense e israeliano.

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Questo sviluppo ha aumentato significativamente le tensioni geopolitiche nella regione del Medio Oriente e ha provocato una reazione emotiva da parte della società iraniana.

I residenti sono scesi in piazza in diverse città

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I media iraniani hanno riferito che centinaia di persone sono scese in piazza in varie città per esprimere le loro condoglianze. I manifestanti portano le bandiere nazionali e si radunano nel centro della città.

Centinaia di persone hanno affollato piazza Inkilap a Teheran. Hanno sventolato bandiere iraniane e manifesti raffiguranti Khamenei, mentre gridavano slogan che criticavano gli Stati Uniti e Israele.

A seguito dell’attacco americano-israeliano all’Iran, 1.631 passeggeri del Nugura Rai non sono riusciti a decollare.

Nella città santa di Qom, la folla si è radunata presso il complesso tombale di Hazrat Masum per condannare l’attacco.

Nel frattempo, intorno al santuario dell’Imam Reza a Mashhad si è respirata un’atmosfera di lutto. Le persone in lutto hanno issato bandiere nere sulla cupola del sito religioso e alcuni sono stati visti versare lacrime mentre pregavano.

Il governo ha dichiarato 40 giorni di lutto

I media statali iraniani avevano precedentemente confermato che Khamenei era morto nell’attacco e avevano affermato che “il leader della rivoluzione islamica iraniana è stato martirizzato”.

Il governo iraniano ha quindi dichiarato 40 giorni di lutto nazionale e designato sette giorni come festivi.

Secondo i funzionari locali, Khamenei si trovava nel suo ufficio a Teheran al momento dell’attacco, sabato mattina. Secondo quanto riferito, l’attacco ha colpito direttamente la posizione e lo ha ucciso.

Anche i media statali iraniani hanno negato fermamente le affermazioni secondo cui Khamenei si nascondeva sottoterra al momento dell’attacco. Hanno sottolineato che la Guida Suprema stava “adempiendo ai suoi doveri nella società” al momento dell’incidente.

La versione ufficiale del governo descrive la morte di Khamenei come un riflesso del suo ruolo di leadership, che secondo lui è sempre stato presente nella sfera pubblica per tutta la sua vita.

Le vittime stanno aumentando

Diverse fonti iraniane hanno riferito che sono stati colpiti anche diversi membri della famiglia di Khamenei, tra cui la figlia, il genero, il nipote e la nuora.

Oltre a questo, gli attacchi hanno causato anche ingenti perdite civili. La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che 201 persone sono state uccise e 747 ferite a seguito della serie di attacchi.

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Si dice che la situazione della sicurezza in Iran sia attualmente in massima allerta, mentre l’attenzione internazionale è focalizzata sui recenti sviluppi che potrebbero intensificare il conflitto nella regione. (Anadolu/Antara)


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