Tour de France 2026 – Doping: Per quanto riguarda il caso Saunier Duval, il manager Tadej Pogacar ha affermato di essere la “vittima” ma ha comunque evitato il ricovero sospetto, incuriosendo i tifosi.

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Il quotidiano sportivo L’Équipe, nell’edizione di sabato 25 luglio, ha pubblicato una lunga intervista al team manager dell’UAE di Tadej Pogacar, Mauro Gianetti. Alcuni hanno colto l’occasione per evidenziare i sospetti che circondano il direttore sportivo ed ex corridore coinvolto nel famoso caso Saunier-Duval, dove si dichiarò “vittima”, ma fu anche corridore durante il periodo di doping all’EPO, che fu particolarmente al centro di sospetti che sfociarono nel ricovero in ospedale nel 1998.

Mauro Gianetti guida l’UAE Team Emirates-XRG dal 2017. Grazie ai successi di Isaac del Toro, maglia bianca al Tour de France 2026, e soprattutto di Tadej Pogacar, maglia gialla, la sua squadra ha vinto molto e dominato il gruppo mondiale. Di fronte alla prestazione dei suoi corridori, molti osservatori hanno espresso dubbi, soprattutto perché, come ribadito in un articolo de L’Équipe pubblicato sabato 25 luglio, l’allenatore svizzero è stato implicato in diversi casi di doping.

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Dal 2004 al 2008 è stato direttore sportivo della squadra Saunier-Duval, coinvolta in un enorme scandalo doping. Questa squadra ha dovuto lasciare la Grande Boucle 2008 a causa della positività al test EPO di Riccardo Ricco. Nell’intervista pubblicata questo sabato, si è definito una “vittima”, cosa che ha davvero insoddisfatto molti internauti.

I sospetti circondano il ricovero del 1998

Ha negato tutte le accuse di doping da parte sua durante la sua carriera agonistica e ha assicurato di non aver mai saputo di atti illegali da parte di nessuno dei suoi associati. In ogni caso non è mai stato condannato. “Mi sento una vittima di tutto questo. Ho presentato una denuncia in Italia contro i corridori che mi hanno fatto perdere i miei sponsor e hanno danneggiato la mia reputazione”, ha assicurato i colleghi. Qualcuno però tiene a ricordare che, sebbene il suo coinvolgimento non sia mai stato dimostrato, Mauro Gianetti si è trovato spesso in situazioni sospette.

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È venuta alla luce un’intervista a Stéphane Heulot, ex atleta che ha lavorato con lui per tutta la sua carriera, per ricordare un episodio ancora importante. “Era mio compagno di squadra alla Française des Jeux e ho condiviso una stanza con lui durante il famoso Tour de Romandie, dove ha rischiato di morire dopo aver gareggiato in PFC. A quel tempo non ho visto nulla, stava facendo le sue cose nel suo angolo”, ha dichiarato a Ouest-France nel 2008. Lo svizzero è stato poi ricoverato in ospedale con l’accusa di aver iniettato perfluorocarburo (o perfluorocarburo, noto come PFC) per via endovenosa nel 2008. 1998. “Quello che dovevo dire, l’ho detto”, ha detto quando il Team lo ha interrogato sull’argomento. Una reazione che ha ravvivato i dubbi di chi ha seguito anziché placarli.

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