Sicurezza, De Corato: ‘Retate Polizia quadrilatero Monza, Padova, Buenos Aires e Loreto’

De Corato

Piazzale Lima, un 41enne peruviano è stato fermato dalla Polizia: dagli accertamenti è emerso che su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale emesso nel 2017 in Perù, per scontare una pena in carcere di 20 anni a seguito di una condanna per rapina a mano armata e con esplosivi avvenuta negli anni precedenti. Arrestato, è in attesa di essere estradato nel suo Paese.

L’11 febbraio un altro peruviano 24enne investito mentre percorreva in bici la statale del Sempione, a Pero (Milano). Sia lui, sia l’autista che i passeggeri dell’auto erano in stato di ebrezza. Anche in questo caso, dagli accertamenti gli agenti hanno scoperto che sul peruviano pendeva un mandato di cattura internazionale per una condanna a 15 anni di reclusione da scontare in madrepatria per l’omicidio di un uomo.

Due peruviani ricercati internazionalmente per dei crimini commessi nel loro Paese, ritrovati nel capoluogo lombardo e provincia. Nella Città Metropolitana di Milano ci sono 8.520 clandestini provenienti dal Sud America, 12.120 in tutta la regione. Chissà fra questi quanti altri criminali ricercati a livello internazionale si nascondono. Chissà quanti dei 112 mila clandestini presenti in Lombardia, sono criminali fuggiti alla giustizia dei loro Paesi. La concentrazione degli irregolari a Milano è alta, Orim e Polis Lombardia stimano che nella Città ce ne siano 48.900.

È quando dichiarato da Riccardo De Corato, assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

Positivi i controlli come quelli che hanno portato all’arresto del peruviano in piazzale Lima e ringrazio le forze dell’ordine per il lavoro che quotidianamente svolgono. Tuttavia, è necessario, visti anche i numeri, che la Polizia faccia retate frequenti in particolare nel quadrilatero viale Monza, via Padova, Corso Buenos Aires e Piazzale Loreto, caratterizzato dalla presenza di numerosi stranieri. Così da individuare clandestini e ricercati, rimpatriando i primi ed estradando i secondi, come spero verrà fatto in questo caso e in quello precedente, nel loro Paese di origine.

Conclude l’ex vicesindaco di Milano.

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