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Si Tav, anche Tria sul ‘contratto da onorare’

Come per il contratto del governo gialloverde -che a sentire il leader leghista e ministro dell’interno pare essere un contratto da onorare ad ogni costo- a questo punto anche la Tav e tutte le 27 grandi opere ferme al palo dovrebbero essere finite (o iniziate perché già finanziate).

Bisogna capire che nessuno verrà mai ad investire in Italia, se il paese mostra che un governo che cambia poi non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive.


Lo ha detto il ministro dell’economia Giovanni Tria a Quarta Repubblica, lo show tv condotto da Nicola Porro, nella puntata di lunedì 25 febbraio. Per la prima volta intervistato da Porro, qualcuno ha pensato addirittura ad un attacco agli indeboliti cinquestelle. Ma come Porro, personalmente lo considero solo buon senso.

Come quasi tutti pensano, la questione dell’analisi dei costi e benefici voluta dai grillini come non altro che una mera giustificazione per fermare le grandi opere come la Tav, ha fatto uscire allo scoperto anche il ministro Tria, che si è detto appunto non interessato all’analisi costi e benefici sulla Torino-Lione.

A questo punto mi viene da pensare: forse per Di Maio il contratto di governo non è da onorare ad ogni costo come pensa Salvini? O forse vi è davvero un accordo sottobanco?

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