‘Ridateci il Ministro alla Disabilità’, la Petizione su Change.org

Su Change.org è attiva una petizione lanciata dal padre di un ragazzo con autismo indirizzata al Presidente della Repubblica per chiedere la reintroduzione del ruolo di Ministro alla Disabilità rimosso con l’ultimo Governo Conte II, e la cui delega alla disabilità è rimasta -quasi inutilizzata- proprio al Presidente del Consiglio.

Ho lanciato su change.org una petizione indirizzata alla sua persona e intitolata ‘Ridateci il ministro della Disabilità‘, che mira a reintrodurre questa figura.

È quanto scrive in una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il padre di un ragazzo autistico e socio di Angsa Lombardia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), riaccendendo i fari sui vari problemi riguardanti tutte le famiglie con figli con autismo, soprattutto in questa fase di emergenza Coronavirus.

Nella pianificazione della cosiddetta fase 2 sono rimasto particolarmente perplesso a causa di provvedimenti presi non in maniera tempestiva e senza prendere nella dovuta considerazione le esigenze delle persone più fragili.

Così spiega il genitore del ragazzo con autismo, che nella sua lettera continua.

Scopo della politica dovrebbe essere gestire al meglio dei ‘trade off’, andare cioè a individuare delle soluzioni che garantiscano un giusto compromesso, nel caso specifico fra salute, diritto allo studio e benessere economico. Non si ha però l’impressione che il nostro Governo si stia muovendo in questa direzione. Osservo in generale un ricorso eccessivo allo strumento della task force; ne sono state fatte tante (forse troppe) e tutte hanno visto coinvolgere un numero importante di esperti. Pochi (forse nessuno) mi risulta quelli dedicati alla disabilità.

Nello specifico sono rimasto sconcertato nell’osservare che il 20 Aprile, in occasione dell’ultimo discorso fatto dal Presidente del Consiglio ai cittadini italiani, non sia stata nemmeno pronunciata la parola ‘disabilità’. Eppure in quell’occasione si è parlato di ripartenza e per molti genitori di bambini e ragazzi autistici (ma non solo), in presenza di scuole ancora chiuse, è stato scioccante non avere certezza dell’estensione di quelle misure che erano state adottate nei due mesi precedenti, e che sono poi arrivate solo ad una settimana circa di distanza. Questo anche in considerazione del fatto che le deleghe della disabilità sono proprio in capo al Presidente del Consiglio. Mi ha colpito anche la contraddittorietà delle dichiarazioni rilasciate dalla nostra Ministra dell’Istruzione in merito alla riapertura delle scuole. Se guardiamo alla fluidità delle stesse, si ha quasi l’impressione (probabilmente errata) che prendere una decisione piuttosto che un’altra abbia impatti simili sulla vita dei diretti interessati (gli studenti), dei relativi genitori ed in ultima analisi sull’economia del Paese. Si parla ora di un rientro a scuola che avverrà solo in parte fisicamente. Continuerà ad avere una parte preponderante l’educazione a distanza. Se ci riferiamo a minori e in particolare alle scuole primarie, le criticità sarebbero tante. Una parte importante della popolazione, stimata nell’intorno del 30%, non dispone, infatti, di una connessione internet. Le sembrerà forse strano (questa è stata almeno la mia impressione iniziale) ma per molti bambini il tablet è un oggetto del desiderio e tale rimarrà anche a causa delle ripercussioni economiche che questa crisi avrà. Per altri ancora c’è un tema di appartamenti densamente popolati.

Se poi ci spostiamo nell’ambito della disabilità ed in particolare dell’autismo il discorso si complica ulteriormente. A questo si aggiunge il fatto che a molti soggetti autistici non è proprio possibile erogare delle lezioni in remoto. Nel periodo attuale, a scuole chiuse, avrebbe avuto e avrebbe quindi senso spingere sull’educazione domiciliare. Se guardiamo invece alla ripresa della scuola, che, secondo le ultime notizie, prevede una frequenza fisica solo parziale, avrebbe senso darne priorità agli alunni con disabilità. Nel caso specifico di bambini e ragazzi autistici c’è infatti anche un tema di socialità/inclusività che solo la frequenza di persona garantirebbe.
Avrebbe, a mio parere, senso creare un Ministero ad hoc, quello della disabilità, che garantisca un collegamento e un coordinamento fra i vari Ministeri e le Regioni. A questo scopo ho lanciato su change.org la petizione ‘Ridateci il ministro della Disabilità’.

Così conclude il genitore del ragazzo con autismo.

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