Rete Lombardia per l’Autismo contro Regione Lombardia: ‘Bambini gravi sfavoriti solo perché alunni?’

Misura B1

Con delibera del 12 febbraio 2019, la giunta di Regione Lombardia ha deciso che tutti i minori con disabilità gravissima ‘che frequentano la scuola’ -o un centro diurno per disabili (con orario superiore alle 14 ore settimanali)– devono ricevere una riduzione della misura b1 rispetto agli anni precedenti, ignorando anche il fatto che il 65% dei voucher non è stato possibile attivarli o spenderli per mancanza di enti erogatori del servizio.

Solo perché vanno a scuola -o in un centro diurno con orario superiore alle 14 ore settimanali certificate- le risorse per i nostri figli con autismo grave sono state tagliate del 40%.

È quanto dichiarato dai vertici di Rete Lombardia per l’Autismo, network lombardo nato dall’idea della Presidente Anna Curtarelli Bovi di Angsa Lombardia: ora principale supporter del comitato Uniti per l’Autismo a difesa delle persone con autismo, che ad oggi raduna oltre 42 associazioni.

Personalmente non credo esistano persone con disabilità gravissima di serie a o di serie b. Come non esistono persone normodotate di serie a o di serie b. E il fatto che alcuni genitori riescano -con non poche difficoltà- a far frequentare la scuola ai propri figli in difficoltà, è un maggior onere per loro, ma anche una cosa molto positiva a livello socio-educativo che certamente Regione Lombardia non dovrebbe penalizzare (anzi, forse dovrebbe incentivare).

Ci sentiamo sempre più soli, penalizzati e discriminati.

È lo sfogo dei genitori di bambini affetti da disturbi dello spettro autistico, anche loro riuniti nel comitato Uniti per l’autismo che si appellano alle istituzioni regionali perché rivedano il dispositivo approvato il 12 febbraio scorso con cui, di fatto, tagliano del 40% il valore del buono per chi frequenta la scuola o i servizi sociali/socio sanitari per 14 ore settimanali.

E la richiesta di aiuto del comitato Uniti per l’Autismo non è tardata ad arrivare.

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