Omicidio Marilena Negri: ‘Per le immagini provato anche Upscaling Ultra HD?’

Assassino Marilena Negri

È di qualche giorno fa la notizia della richiesta di archiviazione per l’inchiesta sull’omicidio di Marilena Negri, la donna di 63 anni uccisa all’alba del 23 novembre 2017 nel parco di Villa Litta ad Affori, periferia Nord di Milano. Ma è stata provato l’upscaling per portare le immagini ad ultra alta definizione (4k)?

Abbiamo seguito la vicenda senza scrivere nulla finora: quello che noi di Milano CHRONICLE ci chiediamo ed ora ci sentiamo di scrivere molto umilmente è se durante le indagini è stato provato anche l’Upscaling, quel processo usato anche nel cinema, soprattutto con i vecchi film -quando dicono ‘rimasterizzato in 4k’ significa che è stato effettuato l’upscaling- che consente di migliorare l’immagine e portarla fino ad ultra alta definizione (4k): di un video intero basta anche un solo fotogramma, quindi non ci vuole nemmeno cosi tanta potenza di calcolo.

Dopo oltre un anno di indagini dell’assassino di Marilena, ci sono infatti solo immagini sfocate. E l’unico sospettato, un cittadino ucraino, è stato scagionato a novembre 2018. Da allora non ci sono stati sviluppi e il pubblico ministero Donata Costa ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta: l’assassino di Marilena rischia di rimanere dunque a piede libero. Quindi perché -ci siamo chiesti- non puntare proprio sulle immagini con le nuove tecnologie?

Attraverso il processo di upscaling e l’intelligenza artificiale è infatti possibile -se non altro come ultima carta da giocare- migliorare -e anche di molto- quelle immagini sfocate, per arrivare magari a notare qualche piccolo dettaglio sfuggito in precedenza.

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