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Misura B1, aumento platea su ricorso residenza: Risorse disabili a rischio?

Il Tribunale di Milano ha ordinato a Regione Lombardia di modificare la delibera sulla misura b1 riguardo il requisito relativo alla residenza di almeno due anni in Lombardia previsto per accedere alla misura b1, in quanto considerato discriminatorio. Ma tale modifica andrà quindi ad aumentare la platea di aventi diritto, con il rischio di una riduzione dell’importo percepito mensilmente se non verranno inserite adeguate risorse.

È quindi stato accolto il ricorso presentato da Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) e da Anffas (Associazione famiglie di persone con disabilità). Ora Regione Lombardia dovrà intervenire sulla delibera regionale 2862 del 18 febbraio 2020 e riaprire i termini per la presentazione delle domande.

Il problema è che se non vi saranno risorse adeguate, come già accaduto con la delibera numero 2720 del 23 dicembre 2019, Regione Lombardia potrebbe procedere al taglio delle 600 euro mensili per garantire l’accesso alla misura b1 anche a chi non ha la residenza da almeno due anni in Lombardia. Un atto certamente dovuto, ma che mette in serio pericolo economico le persone con disabilità che già percepiscono la misura b1.

In proposito è intervenuta Patrizia Baffi, consigliere regionale di Italia Viva sempre molto attiva e attenta sul tema disabilità e autismo in Lombardia.

Gravissimi i limiti legati al reddito e alla residenza. Un limite che va superato al più presto, intervenendo con una modifica alla delibera di giunta regionale e lo stanziamento di adeguate risorse.

Queste le sue parole, che lasciano intendere ad una sua azione per chiedere di aumentare le risorse a fronte dell’aumento della platea di beneficiari della misura b1, anche in vista dell’eventuale eliminazione del paletto ISEE ordinario -che dovrebbe avvenire a febbraio 2021- da parte del Tar per cui Ledha ha fatto ricorso per i maggiorenni con disabilità. Un paletto inserito però in aggiunta a quello sociosanitario, ma in effetti ancora non applicato dalla Regione come requisito.

Fatto sta, che se le risorse non dovessero aumentare a fronte di un aumento della platea, sarebbe davvero un disastro che molte famiglie non possono permettersi, soprattutto perché già messe a dura prova -anche a livello economico- dalla pandemia da Covid-19.

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