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Ministro per la Disabilità, perché è fondamentale

Erika Stefani è il neo Ministro per la Disabilità del neo Governo Draghi. Trattasi del secondo ministro alla disabilità leghista: il primo, quello del Governo Conte I, quasi non ha avuto nemmeno il tempo di insediarsi tra i no del M5S e l’immobilismo dello stesso Giuseppe Conte. Senza naturalmente contare l’abbandono totale delle persone con disabilità durante il Governo Conte II: in questo caso la delega alla disabilità l’aveva in tasca l’ex Premier Conte dove probabilmente se l’è dimenticata durante i lockdown, vista anche la complessità dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il secondo, quello attuale, nella speranza che abbia una durata degna, si auspica possa intervenire in tutti gli altri ministeri per ogni argomento affrontato (salute, turismo, lavoro, scuola, pari opportunità, inclusione sociale) in maniera trasversale creando un collegamento ed un coordinamento fra i Ministeri stessi e le Regioni, creando i presupposti per una politica globale di inclusione e di dignità, oltre che ai diritti, spesso ignorati, delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

“Personalmente penso che al Governo ci sia bisogno di una figura importante come quella di un Ministro per la Disabilità. Tutti ne hanno uno, abbiamo il MIUR per gli alunni e gli studenti, il Ministero del Lavoro per i lavoratori, il Ministero dell’Università per gli universitari, il Ministero per la Cultura, quello per il Turismo e via dicendo. Non vedo quindi il motivo di relegare le persone più fragili all’ennesima esclusione”, dice Davide Soldani, Consigliere di una nota associazione lombarda e Fondatore di Noi per l’Autismo.

Secondo i dati Istat, in Italia esistono oltre 3 milioni di disabili, pari al 5,2% della popolazione, molti dei quali vivono sotto la soglia di povertà e l’1,5% sono privi di una rete d’aiuto proprio perché non esistono vere politiche di inclusione né a livello nazionale né a quello regionale.

“Mi meraviglio che le associazioni più importanti non intervengano in tal senso, cosa stanno aspettando?”, si chiede Soldani. “In Lombardia sto portando avanti una questione molto simile, con l’aiuto della consigliera Patrizia Baffi. Una proposta che avevo inserito nella petizione che ho aperto a novembre 2020 e che ha già raggiunto oltre 20 mila firme, nella quale tra le richieste vi è quella sul Garante per i diritti delle persone con disabilità, figura che l’Ufficio di Presidenza sta facendo nascere con la PDL 150 di dicembre 2020 e che auspico sia indipendente e trasversale, che possa quindi collaborare e coordinarsi con tutti gli altri assessorati lombardi e naturalmente che possa assistere sia a livello stragiudiziale che a livello legale tutte le persone con disabilità che non possono permettersi un avvocato e che, proprio per questo, vengono escluse dalla società civile (scuola, lavoro ecc…). Ed ovviamente Garante e Ministro dovranno collaborare”, conclude Davide Soldani.

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