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Milano, PM10: lo smog aumenta anche senza auto

È ormai risaputo che a provocare l’inquinamento è il riscaldamento e non certo le automobili. Ma evidentemente questo particolare il Sindaco Giuseppe Sala e l’Assessore Marco Granelli del Comune di Milano lo ignorano. Eppure i dati sulle polveri sottili sono liberamente disponibili presso il sito dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale).

Il risultato rivelato è che i DPCM che ci hanno rinchiusi in casa non sono serviti neanche in questo caso: durante i lockdown le auto le abbiamo tenute in box e mentre Milano veniva riempita di piste ciclabili dalla Giunta del PD le medie da settembre a dicembre di Pm10 sono comunque aumentate rispetto al 2019.

Secondo anche quanto riportato dalla giornalista Claudia Osmetti su Libero Quotidiano, la concentrazione media di polveri sottili nell’aria era di 22 microgrammi per metro cubo (a settembre 2019, e nello stesso periodo del 2020 è salita a 23,7. Lo stesso è accaduto a ottobre (29 µg/m³ nel 2019; 31,2 nel 2020), a novembre (23,3 µg/m³ un anno fa; ben 57,9 µg/m³ nel 2020) e a dicembre (33,5 µg/m³ contro i 35,7 µg/m³ del 2020). Le cifre si riferiscono alla centralina Pascal-Città Studi della Madonnina.

La vera causa è da attribuire agli impianti di riscaldamento con caldaie obsolete a gasolio o combustibile fossile, e il fatto che abbia piovuto poco non ha aiutato. Ma la sinistra di Palazzo Marino ha voluto comunque dare una svolta “green” attraverso la mobilità alternativa. Una soluzione che però non ha portato i suoi frutti, anzi. Lo si può notare dal valore più alto riscontato: è stato segnato il 27 novembre 2020, 101 microgrammi per metro cubo, ben oltre la soglia d’allerta. Ed eravamo già in zona rossa, quando il traffico automobilistico era ai minimi. E le piste ciclabili vuote.

In proposito le pagine di Libero Quotidiano hanno riportato anche le parole di Andrea Mascaretti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Milano: “Purtroppo questo progetto ambientalista di Sala e Granelli (sindaco e assessore alla Mobilità meneghina, ndr) parte da un presupposto sbagliato, cioè la colpevolizzazione degli automobilisti. Noi vogliamo combattere il pm10, non chi usa la macchina per andare a lavorare. Il risvolto di questa guerra ideologica e inutile, invece, è che creerà disagi e sofferenza a quella fascia più debole ed economicamente più fragile di cittadini che si sposta per necessità con la propria auto. Dati simili si sono letti già durante il primo lockdown, quello di marzo”.

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