Lombardia, Inchiesta Covid: Intervista alla Presidente Baffi


TTS

Riportiamo parte dell'intervista uscita su Il Cittadino, in cui la consigliera regionale codognese di Italia Viva -e attuale Presidente dell Commissione d'Inchiesta sul coronavirus in Lombardia, Patrizia Baffi, ha espresso tutto il suo valore simbolico e di impegno sull'emergenza sanitaria covid-19 che ha colpito duramente per prima Codogno e il lodigiano.

Il mio incarico ha un grande valore simbolico per la mia gente.

Inizia così l'intervista a firma di Andrea Bagatta che come prima cosa chiede alla Baffi cosa l'ha spinta a candidarsi.

Avevo sempre pensato che la Presidenza doveva andare ad uno dei partiti maggiori. Ma dopo il voto di sfiducia all'assessore al Welfare Giulio Gallera, la maggioranza aveva posto il vero su chi, con quel voto, aveva già dato un giudizio politico.

Così incalza subito la Presidente neoeletta.

Ciononostante ho lasciato che il Pd portasse avanti la sua strategia, ma dopo due tentativi andati a vuoto c'è stato il "liberi tutti" e ho dato la mia disponibilità.

È ancora una presidenza di minoranza?

Voglio ricordare che chiunque, per essere eletto, deve necessariamente avere i voti della maggioranza. Ma io sono stata eletta in consiglio regionale con un programma alternativo e continuo a dare voce alla gente che non si riconosce in questo governo regionale. La mia sfortuna è stata che mentre eravamo in consiglio regionale c'è stato il voto alla Giunta sulle immunità del Senato sulla vicenda Salvini, e quindi i partiti in difficoltà, Pd e M5S, hanno preso quella scusa per strumentalizzare la mia elezione.

Ma c'è il rischio che si possa mettere il bavaglio ai lavori della Commissione?

La Commissione, da regolamento come per tutte le commissioni d'inchiesta, è secretata per tutta la durata, 12 mesi, fino alla relazione finale. Quindi non sarò io a mettere il bavaglio, anzi. Questa mattina ho il primo ufficio di presidenza e proporrò che a cadenza regolare la Commissione possa emettere delle note tecniche. A differenza delle altre commissioni d'indagine, non siamo di fronte ad una situazione cristallizzata: c'è il rischio, speriamo di no, che possa arrivare una seconda ondata epidemica. È importante che anche in corso d'opera la Commissione possa far capire al governo regionale quali sono state le criticità e le falle del sistema, affinché si possa apportare dei primi correttivi per tempo.

È questo lo scopo dei lavori?

Se il ruolo della minoranza si esaurisse solo nello sfiduciare chi governa, allora basterebbero le elezioni. Ma noi, e intendo i cittadini lombardi, non possiamo attendere che gli errori di gestione commessi restino nebulosi o che le risposte ad un'eventuale futura ondata epidemica rimangano appannaggio solo della maggioranza che governa la regione. Io non assolvo la giunta regionale, e le eventuali responsabilità dovranno emergere. Ma l'occasione straordinaria che ha questa Commissione, la prima nel suo genere in Europa, è quella di poter capire davvero che cosa non ha funzionato, e di indicare le possibili soluzioni.

Qual'è per lei il senso di questo impegno alla presidenza della Commissione?

La mia è una presidenza per Codogno, per la mia gente e per tutto quello che abbiamo sofferto. Noi della zona rossa per primi e per l'intero lodigiano. Mentre il resto d'Italia faceva gli aperitivi, noi a Codogno conoscevamo l'angoscia, la sofferenza, il dolore dei nostri cari che andavano a morire da soli. Che ora la presidenza della Commissione vada a Codogno, è un enorme valore simbolico.

2 Commenti

  • Massimiliano Melley

    E’ bene chiarire che la presidente Baffi si sbaglia sulle sedute secretate. Il comma 7 dell’articolo 52 del regolamento del consiglio regionale dice che “Le sedute della commissione non sono pubbliche, salvo diversa decisione della commissione stessa”, il comma 8 dice che “Sulla pubblicità degli atti della commissione, dopo la conclusione dell’inchiesta, dispone il Presidente del Consiglio (regionale, n.d.r.), sentito il presidente della commissione. Sino ad allora gli atti sono riservati ai soli componenti della commissione”. Quindi è in suo pieno potere almeno proporre la pubblicità degli atti (al presidente Fermi) e delle sedute (alla commissione stessa).

    • Francesco

      La commissione deve ancora riunirsi e sono tutte decisioni che verranno assunte al momento opportuno. E comunque su cosa fare alla fine dei 12 mesi lo decide il presidente del consiglio, sentito il presidente della commissione, ma stiamo parlando tra 12 mesi. Leggere il regolamento.

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