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Lombardia: Il sistema di biosorveglianza per i sindaci è fermo?

Non sembra esserci alcun nesso col fatto che la Lombardia sia finita ancora in zona rossa, ma a quanto pare il sistema di biosorveglianza è fuori uso da giovedì scorso. O comunque ha dei grossi rallentamenti. E nessuno sembra ancora sapere cosa sia accaduto al portale utilizzato dai sindaci dei comuni per tenere sotto controllo l’andamento territoriale dell’epidemia e le quarantene dei residenti lombardi.

Ad accorgersene è stata Caterina Molinari, la sindaca di Peschiera Borromeo, che si è messa a monitorare personalmente i contagi del proprio comune, e i conti non tornavano. “Da mercoledì 13 gennaio, l’unico strumento che ci consente di monitorare e attivare azioni efficaci a supporto della popolazione non funziona”, scrive la sindaca. “E mostra una situazione errata e non attendibile”.

La Molinari non ha ottenuto ancora alcuna risposta né da Palazzo Lombardia né da ATS, però proprio oggi si è mossa la consigliera regionale Patrizia Baffi a chiedere maggiore chiarezza sui dati inviati al ministero, visto che la nuova assessora al welfare Letizia Moratti lamenta al Governo una situazione troppo punitiva nei confronti della Lombardia.

Ma da quanto spiegato al Corriere della Sera anche dai sindaci di Segrate, Cornaredo, Buccinasco, Carpiano, sembra che il problema in realtà sia a valle, quindi i dati inviati al ministero pare siano corretti. Il problema si presenta quando invece i dati vengono ripresi da Aria, che poi li trasferisce in cruscotto, il portale ad uso dei sindaci. E a quanto pare è proprio lì che da giovedì scorso qualcosa si è interrotto.

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