Press "Enter" to skip to content

L’epidemia del ballo

Se i sinistri arrivano a criticare ed ironizzare sulla protesta della Santanché contro la chiusura delle discoteche -in particolare la giornalista Simonetta Sciandivasci con il suo articolo su Il Foglio– probabilmente il Governo potrebbe davvero avere paura che si verifichi l’epidemia del ballo.

In effetti si scherza un po’ troppo sul fatto che centinaia di migliaia di posti di lavoro nei locali notturni siano andati in fumo, soprattutto perché, quando il Governo deciderà di riaprirli, probabilmente la maggioranza di questi non esisterà più. Comprensibile quindi l’alterazione di Porro su tale argomento. Ma evidentemente una spiegazione bisogna anche darla, altrimenti si potrebbe pensare che tutto questo sia solo allo scopo di bloccare le elezioni regionali di settembre.

Lo spettacolo, insieme al turismo, è uno dei settori più colpiti a causa di un Governo PD-5S perennemente indeciso a causa del covid. Un Governo Conte Bis che prima chiude le discoteche, poi le riapre. E dopo soli 15 giorni decide di richiuderle, ma solo dopo che i locali hanno speso le poche risorse rimaste nella acclamata sicurezza richiesta dai sinistri.

A questo punto è evidente il timore di una propagazione di un caso di isteria di massa come quello del 1518, quando oltre 400 persone iniziarono a ballare senza fermarsi fino alla fine di agosto: quando Troffea iniziò a danzare forsennatamente nelle strade di Strasburgo. E quando a lei si unirono poi centinaia di persone che sperimentavano la fame, la malattia e la disperazione sconosciuta da generazioni.

Che dire, scherziamo meno e speriamo non si arrivi mai a questo, anche perché ora che le discoteche sono chiuse incombe il pericolo rave party e feste private, dove i controlli e le misure di prevenzione sono inesistenti.

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.