Italia razzista? I dati sui belgi castigati dai migranti

Belgio

È recente la notizia di un insegnante che ha messo in un angolo come punizione un bambino di colore. Come se i nostri nonni non ci avessero mai raccontato che ai loro tempi li facevano mettere con le ginocchia sui ceci. Quindi non che sia giusto, ma neanche razzista solo perché il bimbo a subire il castigo è nero.

Si, razzista: un termine ormai troppo abusato? Una strategia antirazzista per far cadere il governo Lega/M5S?

Il governo gialloverde può non piacere per molti motivi, non per questo si dovrebbe puntare il dito su tutti come dei razzisti appena accade qualcosa di insolito. Perfino un bambino sa che l’intolleranza nasce da una cattiva gestione dell’immigrazione clandestina e da una società sempre più povera perché senza lavoro. Quindi si, sono preoccupato per il mio Paese perché anche i dati sui migranti in Belgio sono preoccupanti: una fotografia dell’Italia se non si tengono chiusi i porti?

Nel numero di febbraio la rivista francese Causeur presenta un’inchiesta dal titolo Diventeremo tutti come il Belgio. Un’analisi basata su un libro di Alain Destexhe, senatore belga ed ex segretario generale di Medici senza frontiere che racconta quanto il suo bellissimo paese sia ormai formato da oltre la metà degli abitanti da stranieri: ecco un documentario shock.

  • Negli ultimi 20 anni, il Belgio ha naturalizzato 700 mila persone, ossia quasi il 6% della popolazione (esclusi i clandestini e quelli che hanno richiesto asilo a Bruxelles);
  • Il 56% degli abitanti è di origine straniera (il senatore lamenta quanto l’ondata migratoria sia avvenuta di nascosto senza alcun dibattito nel Paese);
  • Il 50% dei giovani musulmani del Belgio si dichiara antisemita;
  • Il 70% dei musulmani residenti in Belgio crede che i loro valori religiosi e la sharia siano superiori alle leggi dello Stato;
  • Nel 2050, con questo ritmo, gli immigrati musulmani potrebbero essere il 18% della popolazione del Belgio (significherebbe che la struttura politica, sociale e culturale del Paese ne risulterebbe completamente stravolta).

Naturalmente chi diffonde questi dati viene considerato razzista, la realtà dimostra che la politica migratoria delle porte aperte non ha funzionato. E poi, a beneficiare di una ferma e organizzata immigrazione, non sono solo i cittadini europei ma anche chi arriva regolarmente nel paese.

Infine, c’è da dire che il progresso culturale europeo deve quasi tutto al cristianesimo, negarlo o rinnegarlo ci porterebbe tutti indietro.

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