Insegnanti di sostegno: anche a Milano poche cattedre, e troppi precari

Dopo l’annuncio del ministro dell’Istruzione Fioramonti di un’indagine interna sul tema degli insegnanti di sostegno, anche la dirigente dell’Istituto Comprensivo Italo Calvino di Milano ha confermato alla riunione del GLI del 21 ottobre 2019 la troppa precarietà di insegnanti di sostegno e le limitate risorse messe a disposizione dal MIUR, nonostante l’aumento del numero di alunni con disabilità. Ed è stato proprio tale aumento che ha fatto saltare subito all’occhio il trend in ascesa delle assunzioni in deroga di insegnanti di sostegno non formati.

Ci sono stati addirittura insegnanti di sostegno appena assunti in deroga che mi hanno chiesto cosa sia un PEI. E le mezze cattedre non le vuole nessuno!

Queste le parole della dirigente dell’Istituto Comprensivo Italo Calvino di Milano, che si è messa subito all’opera per dare qualche consiglio ai neoassunti a tempo determinato al fine di coprire al meglio le ore di sostegno alle classi ove sono presenti alunni in difficoltà. Il problema è che non tutti gli alunni con difficoltà hanno la medesima gravità (certificata ad esempio dalla UONPIA): per questo motivo nella distribuzione delle ore di sostegno anche i dirigenti dovrebbero tenere conto dell’effettiva certificazione e orientarne l’utilizzo, in ottica di un percorso di vita. Non una mera distribuzione “uguale per tutti”.

Recentemente anche Angsa (Associazione Nazionale Soggetti Autistici) ha incontrato il nuovo ministro dell’Istruzione per segnalare una situazione davvero molto grave, anche per il fatto che il numero degli insegnanti di sostegno a tempo indeterminato è fermo (fonte: dati provenienti dai Focus di inizio anno scolastico pubblicati dal Miur negli ultimi 4 anni). Inoltre, la presenza di molti precari non specializzati non garantisce una certa qualità e continuità.

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