Inchiesta Covid Lombardia, Soldani: ‘Consiglio analisi coadiuvata da Reverse Engineering’


iSpeech

Posso dire che Clusone (BG) è come se fosse la mia seconda casa, quindi vorrei cercare di dare il mio contributo anche per quanto riguarda l'inchiesta covid-19 di Regione Lombardia, che sta portando avanti molto bene come membro della Commissione Patrizia Baffi, consigliere regionale di Italia Viva (non più Presidente per via delle dimissioni per non lasciare spazio a polemiche inutili).

Da quanto ho letto sul sito della Baffi, saranno ben tre gli strumenti fondamentali a disposizione che dovranno essere sviscerati durante i prossimi 12 mesi, e sono:

  • le audizioni;
  • la raccolta documentale;
  • la raccolta dati.

Non ho idea gli altri consiglieri e membri della commissione cosa suggeriranno, ma io vorrei soffermarmi sull'analisi che verrà effettuata una volta completati questi tre punti. A mio umilissimo parere, sarebbe opportuno che tale analisi venga coadiuvata anche dal reverse engineering: un processo mediante il quale un oggetto artificiale -o un obiettivo- viene decostruito o scomposto per rivelare la sua estetica, o la sua architettura, al fine di estrarre così conoscenza dall'oggetto o da un obiettivo raggiunto. Un po' come la ricerca scientifica.

In questo modo sarà possibile anche ridurre di molto il rischio di un errore futuro (magari per non ripetere il medesimo errore durante una seconda ondata in autunno). Non sto inventando nulla: l'ingegneria inversa è largamente utilizzata sia in informatica (ad esempio per ricavare un codice sorgente da un software al fine di renderlo ad esempio più sicuro) che nel marketing strategico (ad esempio per capire come hanno fatto a raggiungere quel determinato successo), magari studiando i propri competitors e ripercorrendo anche a ritroso tutte le fasi che hanno utilizzato (adv, seo, social ecc...).

E non sono certo un esperto di reverse engineering, sia chiaro, sono solo un sistemista informatico e giornalista, ma conoscendo la teoria di tale processo posso dire che utilizzarlo potrebbe portare ad una ottimizzazione di tutta la filiera anti-covid (decisioni, ospedali, personale, fornitori di DPI ecc...), anche semplicemente facendosi alcune domande. Anche perché il mio pensiero va ora alla prevenzione piuttosto che al dare delle colpe, anche se le responsabilità verranno fuori in automatico.

Ad esempio... Come mai nella RSA di Clusone è deceduto il 25% degli ospiti? Quali misure non sono state recepite? E perché sono dovuti intervenire addirittura i russi -insieme all'esercito italiano- per sanificare? Come mai i DPI hanno registrato un notevole ritardo, e in alcuni casi non sono mai arrivati? Ma soprattutto, come mai -a fronte della scoperta del target demografico preferito del coronavirus che si è rivelato essere in particolar modo associato agli anziani- non si è intervenuti con azioni prioritarie soprattutto a protezione degli anziani, ma anche delle persone più in difficoltà come disabili intellettivi o disabili gravissimi? E come mai si è deciso di ospitare i malati di covid proprio nella RSA? Non esistevano delle alternative, come ad esempio attrezzare le scuole chiuse?

Tutto questo, per Clusone, e spero che questo contributo venga accolto anche semplicemente come consiglio dalla Commissione d'Inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *