Festa della Liberazione dell'Italia

Festa della liberazione, Italia liberata dagli Alleati


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Quale resistenza avvenne per la liberazione del 25 aprile? O meglio, avvenne quando quasi tutto era già stato fatto. La storia dice ben altro e i tedeschi erano già pronti a controbattere ad una eventuale uscita dell'Italia dalla guerra (operazione Achse). Il Regno d'Italia -in particolare Milano e Torino- è stato liberato dal dominio tedesco di Hitler grazie agli inglesi e agli americani che firmarono segretamente l'armistizio di Cassibile (detto anche armistizio corto) durante la seconda guerra mondiale.

Avvenne segretamente il 3 settembre 1943 grazie a Vittorio Emanuele III -dopo la riunione del Gran consiglio del Fascismo- che fece destituire e arrestare il Duce il 25 luglio 1943, giorno della caduta del fascismo e inizio della rappresaglia tedesca.

Nella contrada Santa Teresa Longarini di Siracusa si incontrarono il Generale Giuseppe Castellano -a nome di Badoglio, colui che sostituì Mussolini e che, fedele al Re, smentì invano ai tedeschi il contatto con gli americani- e Walter Bedell Smith -a nome del futuro Presidente degli Stati Uniti, il Generale Eisenhower- per siglare l'accordo con il quale si sanciva la fine delle ostilità verso gli Alleati.

Chi era Walter Bedell Smith? Figura di estrema importanza strategica: futuro sottosegretario di Stato dopo aver ricoperto il ruolo di direttore della CIA. Fu capo di Stato Maggiore di Eisenhower e principale organizzatore dello sbarco in Sicilia e di quello in Normandia (soprannominato bulldog da Churchill per la sua tenacia).

Chi era Giuseppe Castellano? Altra figura strategica: incontrò il 17 agosto Walter Bedell Smith a Lisbona nel primo colloquio con il Comando alleato per aprire i negoziati al fine di far uscire il Regno d'Italia dalla guerra.

Ma cosa avvenne precisamente dopo la firma?

Un bombardamento aeronavale alleato sulle coste calabresi per favorire lo sbarco dei soldati della 1ª Divisione canadese e dei reparti britannici fra Villa San Giovanni e Reggio Calabria; un enorme diversivo atto ad ingannare i tedeschi per portarli molto a sud di Salerno, dove avrebbe avuto luogo lo sbarco principale (operazione Avalanche).

Ma la presunta incapacità di supporto degli italiani agli americani causò l'annullamento dell'azione dei paracadutisti statunitensi. Il generale di brigata Maxwell D. Taylor e il colonnello William T. Gardiner furono infatti inviati segretamente a Roma per controllare le reali intenzioni degli italiani: la sera del 7 settembre incontrarono il generale Giacomo Carboni, responsabile delle forze a difesa di Roma. Carboni informò dell'impossibilità di supportare i paracadutisti americani e la necessità di rinviare l'annuncio dell'armistizio. Ma su pressione degli americani, poi anche Badoglio confermò l'impossibilità di un immediato armistizio ufficiale.

Il risultato del dietrofront degli italiani?

L'avanzata tedesca prese di sorpresa tutti -ma erano già pronti dopo l'arresto del Duce e in odore per aver intercettato il telegramma di Badoglio nel quale riferiva l'invio del Generale Castellano per la firma dell'armistizio segreto con gli americani a suo nome. I paracadutisti americani erano infatti già decollati dalla Sicilia quando Eisenhower decise di annullare l'azione e rendere pubblico l'armistizio a causa del dietrofront degli italiani (che rimasero senza protezione, ordini e piani).

Poi la fuga

Vittorio Emanuele III, la regina, il principe ereditario, Badoglio, due ministri del Governo e alcuni generali dello stato maggiore si misero in fuga e si appoggiarono temporaneamente a Brindisi. Durante il tragitto, alcuni alti ufficiali dovettero perfino vestirsi da borghesi e darsi alla macchia perché non poterono imbarcarsi insieme al Re al porto di Ortona in quanto non c'era posto per tutti.

Solo da questo momento iniziò a formarsi la resistenza partigiana, animata prevalentemente dai soldati italiani sfuggiti alla prigionia tedesca.

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