Docente fragile

Docenti ‘fragili’ in fuga dal Covid-19


TTS

Iniziano ad arrivare sulle scrivanie dei dirigenti scolastici le prime certificazioni da parte degli «insegnanti fragili». La situazione nei vari plessi scolastici è decisamente variegata: c’è chi conta almeno una decina di domande corredate da certificati medici e chi, invece, al momento ha ricevuto soltanto richieste di informazione sull'iter da intraprendere.

Il nodo è che c'è ancora molta confusione nonostante un punto fermo sia stato messo proprio l’altro ieri dal Comitato Tecnico Scientifico: per esser considerati docenti o personale scolastico «fragile» occorre essere affetto da patologie gravi, incompatibili con un’eventuale esposizione al rischio Covid-19. Quindi non non conta l’anagrafe, ovvero avere più di 55 anni.

Ma il problema ancora più grave è che quando tali docenti 'fragili' -la cui maggioranza è proveniente dal sud- presentano il proprio certificato, il dirigente scolastico non può sostituirlo con un altro docente di ruolo, quindi si vanno a creare delle cattedre vuote che possono essere coperte solo con insegnanti precari, che magari arrivano dopo 2 o 3 settimane (perché anche la maggioranza dei docenti precari arrivano dal sud).

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