Disabilità? No, prima viene la Serie A: lo sfogo di Papà Fortunato Nicoletti

Dopo le pesanti dichiarazioni della viceministra Anna Ascani -sul fatto che la disabilità è stata praticamente accantonata dal Governo Conte proprio il Presidente e Consiglio ha deciso di scendere in campo per “riattivare” la Serie A, dando quindi maggior appoggio al calcio piuttosto che alle persone in grave difficoltà.

In proposito pubblichiamo lo sfogo di Papà Fortunato Nicoletti, che negli ultimi giorni ha fatto parlare i media proprio perché i disabili sono stati inascoltati durante l’emergenza sanitaria da cronavirus, e lo sono tuttora.

Quindi oltre a lamentarsi un po’ tutti, a torto o a ragione, ma non è questo il punto, si è pensato o si sta pensando praticamente a tutti: operatori sanitari, lavoratori, imprenditori, autonomi, negozi, scuole, parchi, mezzi pubblici, trasporti, famiglie ed oggi udite udite, anche le messe… tutto e tutti tranne la DISABILITA’ E I #DISABILI, che ancora una volta, come sempre, possono restare indietro, possono aspettare, possono ammalarsi ed eventualmente possono pure morire, magari si risparmiano pure un po’ di pensioni di invalidità dopo quelle di vecchiaia. Hanno creato decine di task force, era troppo difficile farne una dedicata solo ai disabili, e non perché siano speciali o facciano pietà, ma semplicemente perché nelle difficoltà, nelle guerre, si aiutano sempre i più fragili ed indifesi, con strumenti che siano in grado di dare le strade possibilità a chi, sul gradino più basso, e non per colpa sua, c’è da sempre.

MA ORA BASTA! ORA AVETE ROTTO E NON POSSO DIRVI COSA PERCHÉ NON SCENDO AL VOSTRO LIVELLO. MA DIVERSAMENTE DA VOI, NON MI NASCONDO, NON MI VERGOGNO COME UN GIORNO RIUSCIRETE A FARE ANCHE VOI QUANDO DOVRETE FARE I CONTI CON LE VOSTRE MISERE, VUOTE ED INUTILI COSCIENZE. VI DARÒ BATTAGLIA FINO A QUANDO AVRÒ UNA GOCCIA DI ENERGIA, CON LE BUONE E ANCHE CON LE CATTIVE SE SARÀ NECESSARIO.

Ma in proposito è intervenuto anche Davide Soldani, coordinatore del Movimento dei Genitori di Milano con una sola dichiarazione.

La comunità deve poter cambiare e l’attuale classe dirigente forse non può farlo, certamente non vuole farlo.

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