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Covid, Giletti sbugiarda De Luca: ‘Sceriffo solo chiacchiere e distintivo’

Massimo Giletti a Non è l’Arena sbugiarda il Governatore della Campania Vincenzo De Luca sui finanziamenti ricevuti dal Governo e sul numero delle terapie intensive covid.

Credo che lei, sceriffo, sia solo chiacchiere e distintivo, lo dico con grande amarezza.

Massimo Giletti si rivolge così a Vincenzo De Luca. Il governatore della Campania aveva infatti dato dello sciacallo a Giletti sulla diffusione di notizie relative ai finanziamenti ricevuti dal Governo e alle strutture sanitarie della regione. Finanziamenti che alla fine dei conti e degli approfondimenti arrivano quasi a 780 milioni di euro già spendibili. E non solo 246 milioni come comunicato da Regione Campania con un comunicato stampa.

Lei governa una regione importante di questo paese, invece di darmi dello sciacallo dovrebbe dare i numeri corretti.

Così dice Giletti nella puntata di Non è l’arena del 22 novembre 2020.

La scorsa settimana avevo in mano un documento, in cui si dovevano indicare numeri di terapie intensive, reparti, medici. Siamo rimasti un po’ straniti perché abbiamo trovato a gennaio 2019 che i posti in terapia intensiva erano 621. Un anno dopo, in tv, il presidente De Luca ha detto che i posti sono 320. Io ho chiesto se questi erano numeri programmati, ideali o se erano lì.

Queste le parole di Giletti durante la prima parte del talk show di La7.

In collegamento è ospite il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, e il viceministro Pierpaolo Sileri. E in studio il sempre presente Alessandro Cecchi Paone, a cui poi si sono aggiunti il direttore di Fanpage Francesco Piccinini e il direttore di TPI Giuliano Gambino.

Durante la trasmissione è stato visionato perfino un servizio su alcuni ospedali prefabbricati: per quello relativo all’area dell’Ospedale del Mare si è puntato su una soluzione da 3 moduli da 24 posti letto, come annunciato anche dallo stesso Governatore De Luca. Peccato che dal servizio si evince, e viene addirittura dichiarato, che in realtà i posti letto al momento sono solo 7. Per avere 24 posti letti, accessoriati di respiratori e di tutto l’occorrente sanitario, bisognerebbe infatti accatastare i letti a pochi centimetri l’uno dall’altro, ma a quel punto gli operatori non potrebbero passare per effettuare le terapie e le normali routine sanitarie.

E lasciamo perdere i contact tracer, che su oltre 11 mila ne sono stati effettuati solo 92!

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