Covid, Baffi: ‘Lombardia sostenga Mantova e Pavia in cura con plasma’

Regione Lombardia intervenga a sostegno dell’utilizzo del plasma iperimmune con determinazione e scelte chiare: la cura al plasma, che si è rivelata ad oggi la cura più efficace ed è in fase di sperimentazione anche sugli anziani ospiti delle RSA, la categoria più a rischio in questa pandemia, è la terapia su cui in questo momento possiamo e dobbiamo investire. Senza naturalmente per ciò precludere la possibilità di sviluppare anche altre terapie laddove si rivelassero utili.

Queste le parole di Patrizia Baffi, Consigliere Regionale di Italia Viva.


Non abbiamo tempo da perdere: la velocità di recupero del plasma è fondamentale, in quanto non si ha contezza per ora di quanto durino gli anticorpi nel plasma dei pazienti guariti. La banca dati del plasma, che si costruirebbe attraverso lo stoccaggio e il congelamento degli anticorpi con un processo di cristallizzazione, deve essere alimentata quindi al più presto nella nostra regione, con una raccolta coordinata, per intervenire sulla pandemia in atto e per premunirci per il futuro. Gli anticorpi vanno congelati rapidamente affinché possano garantire la loro efficacia per almeno due anni: non possiamo correre il rischio di farci trovare impreparati una seconda volta e non possiamo stare fermi in attesa di un vaccino.

Importanti su questo tema gli interventi dei referenti degli Ospedali Carlo Poma di Mantova e San Matteo di Pavia auditi ieri in Commissione Sanità.

Così evidenzia l’esponente di Italia Viva.

Due centri di eccellenza sulla sperimentazione della cura al plasma in Lombardia.

Nella seduta di Commissione Sanità svoltasi ieri sono intervenuti il Dott. Massimo Franchini, Direttore del Servizio Immunotrasfusionale del Poma, e il Dott. Gianpaolo Grisolia, Ginecologo del Poma, che diventerà coordinatore nazionale del centro di riferimento in Italia per il covid in gravidanza.

Auspico che Regione Lombardia, nell’interesse di tutti i cittadini lombardi, sappia cogliere l’opportunità di valorizzare i risultati raggiunti dalle sperimentazioni di Mantova e Pavia e si attivi da subito per sostenere la diffusione di un protocollo e la creazione, attraverso lo stanziamento di risorse regionali, della banca dati del plasma iperimmune.

Così conclude Patrizia Baffi.

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