BravoSolution Italia licenzia i dipendenti per trasferire il call center in Serbia

Rsu

L’azienda di via Rombon, una multinazionale con 200 dipendenti a Milano a marchio Jaggaer, a fine gennaio ha deciso il licenziamento di 3 dipendenti tra cui una donna incinta e un appartenente alle categorie protette, a seguito della scelta di lasciare a casa alcuni lavoratori -da quanto appreso pare che oltre il 50% siano i dipendenti più fragili- per via del trasferimento delle mansioni dei dipendenti in un nuovo call center in Serbia.

Tra i licenziati c’è anche una donna in gravidanza e un appartenente alle categorie protette.

È la denuncia delle Rappresentanze Sindacali Unitarie che hanno organizzato uno sciopero per protestare contro il provvedimento. Le sigle sindacali avevano cominciato nel 2018 a chiedere un tavolo di confronto per capire le conseguenze che sarebbero ricadute sui lavoratori italiani riguardo l’apertura di un nuovo punto dislocato in Serbia, con relativa assunzione di personale locale.

L’azienda ha sempre sostenuto di non aver intenzione di ridimensionare dell’organico, intanto però i lavoratori serbi venivano formati e resi operativi su alcune funzionalità di base svolte fino a quel momento dai lavoratori della sede italiana. L’azienda ha quindi assicurato le Rsu che avrebbe previsto la dislocazione in Serbia dei soli servizi di livello base, mantenendo in Italia i servizi maggiormente qualificati e lasciando lo spazio per intavolare un ragionamento su premio aziendale e welfare.

Dicono le Rsu.

Ma poi l’azienda ha dichiarato di aver rispettato i termini di legge e di non essere disponibile a intraprendere nessuna trattativa. La Rsu rivendica il diritto a un confronto schietto, pretende di avere interlocutori credibili e affidabili: non è possibile operare nell’interesse dell’azienda e dei lavoratori se non si condividono in modo trasparente le scelte che riguardano il futuro della stessa. Vedersi recapitare tre licenziamenti da un giorno all’altro, senza nessun segnale di allarme preventivo e senza aver anticipatamente comunicato e discusso con la Rsu, dimostra scarso rispetto per i propri dipendenti e per chi svolge un ruolo di rappresentanza sindacale con impegno e serietà.

L’azienda ha spiegato di non essere a conoscenza della gravidanza e di aver rispettato la legge, anche per quanto riguarda la dipendente inserita nelle categorie protette, in quanto il licenziamento è legato puramente a motivi organizzativi.

Jaggaer e BravoSolution hanno unito le forze nel 2018: dal merge fra l’azienda americana e la multinazionale italiana, annunciato a dicembre 2017, è nato un player globale da oltre 250 milioni di dollari di fatturato, circa 1000 dipendenti, 1800 clienti nel mondo (600 di BravoSolution e 1200 di Jaggaer) e uffici in America, Middle East, Europa e Asia. Complessivamente, oltre 3 milioni di buyer e operational user utilizzano le tecnologie delle due aziende, con 3,7 milioni di fornitori che negoziano i contratti sulle piattaforme.

Anche fosse per motivi organizzativi, c’era proprio bisogno di “prendersela” con le persone più fragili? A tal proposito, i colleghi, in segno di solidarietà ma anche preoccupati che sia solo l’inizio di un’ondata di licenziamenti, si sono riuniti in assemblea decidendo uno sciopero dalle 10 alle 11 del 6 febbraio, soprattutto per sensibilizzare e riconoscere l’impegno delle Rsu.

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