Autismo: a Milano serve una lista elettorale

Vista anche l’odissea alle urne per milioni di disabili, è arrivata l’ora che a Milano nasca una lista elettorale a favore delle persone con autismo per far valere per davvero i propri diritti e avere una piena rappresentanza politica che non sfoci in una mera idea di sinistra -o di destra.

L’idea di Davide Soldani -fondatore di Milano Chronicle– è infatti quella di dotare il capoluogo lombardo di una forte rappresentanza politica composta da persone con autismo e relative famiglie. Nessuna strumentalizzazione o ghettizzazione: secondo il fondatore del blog milanese, al posto di istituire 200 associazioni, le persone in condizione di autismo dovrebbero riunirsi in una lista elettorale per creare una comunità di intenti e obiettivi comuni da perseguire verso la piena integrazione e rappresentazione politica.

Lo dice anche la legge: a supporto di una potenziale nascita di una lista elettorale, vi è tutta una serie di diritti riconosciuti a livello legislativo. Per la presentazione della lista ci si può appellare agli art. 2 e 3 della Costituzione Italiana in quanto garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge senza alcuna distinzione. Ma ci si può poi appellare anche all’articolo 36 della Costituzione, che regola la materia relativa al lavoro. E si può perfino richiamare la Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e la Legge Basaglia 180/1979. Quest’ultima, conosciuta soprattutto per aver sancito il superamento degli ospedali psichiatrici: ebbe e ha tuttora il merito di aver apportato un cambiamento culturale nei confronti delle persone disabili. Tra i passi in avanti della legge, infatti, c’è stato il riconoscimento della piena titolarità dei diritti politici.

Insomma, è finito il tempo di andare semplicemente a parlare con le istituzioni: vedi taglio del 40% alla misura b1 e la mancata presa in carico continuativa.

Forse serve un segnale un po’ più deciso.


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