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A Torino una lezione sulla violenta protesta dei centri sociali

Nella puntata del 18 febbraio di Quarta Repubblica è stato sentito come ospite anche Matteo Saudino, professore di filosofia al liceo Giordano Bruno di Torino che, il giorno dopo gli scontri a Torino tra anarchici e polizia, ha tenuto una lezione sulla vicenda e sul tema dell’occupazione.

Ma quello che ha detto ai suoi studenti ha suscitando l’inevitabile reazione del giornalista Giuseppe Cruciani presente in studio. In pratica Saudino ha ribadito quanto l’occupazione sia un atto illegale evidenziando però anche il lavoro fatto da molti centri sociali in Italia.

Centri sociali in cui ci sono corsi di italiani per stranieri e si lavora per l’integrazione, dove ci sono attività sportive, musica, ma dove si lavora anche politicamente per includere ed estendere dei diritti.

Queste le parole del professore.

Insomma, il tema è sempre connesso anche a quello dei migranti ma Cruciani non ci sta ed inizia a controbattere.

Quelli avevano dei caschi, erano dei violenti!

Riferendosi agli scontri di Torino in cui una protesta dei centri sociali contro lo sgombero dell’Asilo si è trasformata in guerriglia urbana nel centro dell’ex capitale: bombe carta, lancio di pietre e oggetti contro la polizia, cassonetti incendiati, auto danneggiate.

Il problema è che se tutti protestassero in quel modo violento, per giunta su una irregolarità come l’occupazione abusiva, l’Italia finirebbe ancora peggio di com’è ora. Il consigliere della Lega Alessandro Sciretti ha perfino evocato i fatti avvenuti alla scuola Diaz in occasione del G8 di Genova.

L’Asilo di via Alessandria non era un normale centro sociale, ma la base di una cellula sovversiva di un gruppo di anarco-insurrezionalisti sociali che propugna la sovversione dell’ordine democratico partendo dalla protesta di piazza.

Questa la dichiarazione del Questore di Torino, Francesco Messina.

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